Sicurezza sulla strada

 Allacciate le  cinture di sicurezza

La sicurezza stradale è definita dalle prestazioni offerte da un insieme di fattori, riconducibili a quattro elementi fondamentali costituenti il sistema “uomo, veicolo, strada, ambiente”.

L’uomo, in quanto utente della strada, può condizionare con il suo comportamento l’esito, positivo o negativo, delle attività relative ai propri spostamenti (veicolari o pedonali).

Il veicolo, in quanto strumento utilizzato per l’attività di guida, assume un ruolo fondamentale sia nella caratterizzazione delle prestazioni operative (velocità, accelerazioni, frenatura ecc.), che in termini dei sistemi di protezione a garanzia dell’incolumità degli occupanti (cinture di sicurezza, airbag, interruttoreinerziale ecc.).

La strada, essendo il contesto all’interno del quale agiscono sia l’uomo che il veicolo, assume un’importanza strategica nell’influenzare sia la condotta di guida degli utenti (tramite i condizionamenti indotti dagli elementi geometrici sulla percezione del tracciato), sia le prestazioni dei veicoli (per effetto delle caratteristiche di aderenza, delle pendenze trasversali ecc.).

L’ambiente, inteso come l’insieme costituito dagli elementi al contorno della strada, contribuisce alla leggibilità dei tracciati stradali (basti pensare al ruolo svolto dalla morfologia del territorio, dalla presenza di insediamenti urbanistici, dalla vegetazione ai margini della carreggiata ecc.), e può influire sulle

condizioni di marcia (si pensi, ad esempio, alla percorribilità di strade in ambienti meteorologicamente sfavorevoli, alla possibilità che si presentino animali sulla carreggiata ecc.).

Il malfunzionamento del sistema, dal punto di vista della sicurezza, è rappresentato dal verificarsi dei fenomeni incidentali, i quali determinano il grado di pericolosità della strada;

 

Pertanto, per la stima del livello di sicurezza delle

infrastrutture stradali è necessario contemplare tutte le componenti che operano all’interno del sistema “uomo, veicolo, strada, ambiente”.

 

Il livello di sicurezza stradale e il numero di vittime degli incidenti, presentano un’elevata variabilità nel tempo, tra i diversi Paesi e, all’interno dello stesso Paese, tra le diverse regioni e le diverse città.

Tali differenze sono riconducibili a diversi aspetti quali le politiche di sicurezza stradale, il quadro normativo-regolamentare, la gestione della mobilità, i volumi di traffico, le caratteristiche della rete infrastrutturale, la sistematicità delle azioni di prevenzione, controllo e repressione, gli utenti della strada, il livello di maturità della “cultura della sicurezza” espresso dal legislatore, dalle amministrazioni locali, dagli organismi preposti al governo della mobilità e dalla collettività.

 

L’Unione europea e gli altri organismi internazionali hanno posto la massima attenzione al problema della sicurezza stradale con un insieme di iniziative anche nel settore dell’informazione statistica.

Nel novembre del 1993 l’Unione europea ha deciso di promulgare l’istituzione di un database comunitario sugli incidenti stradali, denominato CARE (Community database on Accidents on the Roads in Europe).

In tutti i Paesi dell’Unione europea, la fonte di informazione principale in tema di sicurezza sulle strade è costituita dalle rilevazioni sugli incidenti stradali basate sulle notizie desunte dai verbali compilati dalle autorità di polizia.

Infatti, i rapporti di polizia costituiscono un’insostituibile risorsa informativa sulla dinamica dell’incidente, sulle tipologie dei veicoli coinvolti e sulla loro localizzazione.

Dall’analisi dell’ultimo report di analisi di incidentalità fornito da CARE si può dedurre che globalmente, nei Paesi che oggi formano l’Unione europea si sono registrate 50.000 vittime della strada.

Sulla strada un altissima percentuale di vittime che arriva quasi sino al 50% è provocata dal mancato uso del casco.

E noi parlando di elmetti di protezione capite bene che non potevamo tirarci indietro dal trattare l’argomento “Casco in moto” , “Casco si o casco no?”

L’importanza di utilizzare un casco:

Indossare il casco, si sa, non è solo un obbligo. Sebbene viaggiare senza casco comporti, infatti, una multa da pagare, è soprattutto la sua funzione di sicurezza a farne un elemento irrinunciabile quando si guida la moto: il casco può salvare la vita e ridurre notevolmente anche le lesioni o le conseguenze di un incidente motociclistico.

Tecnicamente parlando, le funzioni principali di un casco sono due: la prima è ostacolare il contatto della testa con corpi rigidi e spigolosi; la seconda è di assorbire gradualmente l’energia dell’impatto, impedendo accelerazioni troppo rapide della materia cerebrale all’interno della calotta cranica. Per questo scopo è strutturato con una calotta esterna che garantisce l’impenetrabilità, abbinata a un’imbottitura interna in polistirolo che assorbe e distribuisce l’energia dell’impatto.

I numeri ci dicono che:  2 incidenti in moto su 3 si verificano in città, quindi è importante allacciare bene il casco non solo quando si devono affrontare lunghi viaggi ma anche per circolare per brevi tratti in città. L’85% dei decessi in incidenti motociclistici avvengono a seguito di lesione cerebrale e una percentuale molto elevata è ovviamente dovuta al non utilizzo del casco. Usare il casco riduce le possibilità di morire in un incidente motociclistico del 39% e la gravità delle lesioni del 72%.