La scelta dei DPI: Il casco è ancora il dispositivo di sicurezza più importante?

La scelta del DPI come probabilmente non sai scaturisce da un raffronto fra:

Requisiti richiesti in conseguenza dell’analisi dei rischi lavorativi

Caratteristiche delle sostanze

Modalità di impiego e di disposizione degli addetti

 

Ma a questo punto quali sono gli obblighi che tu lavoratore devi rispettare?

 

-Devi utilizzare i DPI messi a tua disposizione, in base alle modalità fornite nel corso di formazione informazione e addestramento

-Devi avere cura dei DPI senza modificarne le caratteristiche di tua iniziativa

-Devi segnalare immediatamente al datore di lavoro qualunque rottura o difetto dei DPI

-Devi attenerti alle procedure aziendali riguardo la riconsegna dei DPI, al termine delle ore di lavoro.

 

Un dispositivo di protezione individuale non può essere carente su alcune delle seguenti caratteristiche strutturali: comfort, ergonomia, innocuità e solididità.

In relazione ai fattori di rischio per il capo il documento ricorda che la testa è esposta a “danni derivanti da rischi, che possono insorgere nelle applicazioni professionali, quali rischi di natura meccanica, termica, elettrica, chimica” e non è improbabile “la circostanza in cui si riscontri la contemporanea presenza di due o più rischi”.
Ad esempio riguardo ai rischi di natura meccanica e termica il danno al lavoratore “può essere provocato dalla proiezione di frammenti o detriti, dalla caduta di gravi, dalla penetrazione di corpi taglienti o appuntiti, dalla collisione con oggetti statici nonché con spruzzi di materiale fuso. Un’altra fonte di rischio è costituita dalla presenza di fiamma che può portare ad ustioni o a condizioni di lavoro con alte temperature”.
Per i rischi di natura elettrica il danno può essere provocato invece da “accidentali contatti con elementi in tensione sia fissi sia in movimento, quale, per esempio, un cavo elettrico tranciato”, mentre per i rischi di natura chimica il danno “può essere provocato da possibili spruzzi o colate che possono investire l’utilizzatore e possono essere correlati con il rischio di natura termica nel caso di spruzzi di liquidi ad elevata o bassa temperatura”.

 

Un dispositivo di protezione individuale non può essere carente su alcune delle seguenti caratteristiche strutturali: comfort, ergonomia, innocuità e solidità

 

E tutti devono rispondere perfettamente agli stress test e rientrare negli standard previsti dalla normativa europea in fatto di collaudo delle strumentazioni da lavoro.

 

In Italia questo controllo di conformità alla legislazione europea è in carico al Ministero del Lavoro e a quello dello Sviluppo Economico che operano con i rispettivi organi ispettivi.

 

Anche l’etichettatura relativa a tali dispositivi deve essere completa e non può mancare di queste informazioni:

 

  • nome del produttore
  • codice prodotto
  • certificazione (marchio CE)
  • classe di protezione
  • norma EN di riferimento

 

NOTA BENE
REQUISITI DEL LUOGO DI LAVORO 1 nel luogo di lavoro è esclusa la presenza di concentrazioni pericolose di sostanze infiammabili
2 nel luogo di lavoro è esclusa la presenza di sostanze chimicamente instabili
3 nel luogo di lavoro è esclusa la presenza di fiamme libere, fonti di accensione o simili
4 nel luogo di lavoro è esclusa la presenza di significative quantità di materiali combustibili o comburenti
5 nel luogo di lavoro è esclusa la presenza di sostanze facilmente volatili (temperatura di ebollizione inferiore a 65°C) ed infiammabili